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Approfondimenti

LA CASSAZIONE (TRIBUTARIA) RIBADISCE LA “DEBOLEZZA” DEL FONDO PATRIMONIALE

A cura dell’Avv. Leonardo Arienti

Corte di Cassazione, Ordinanza 7 giugno 2021, n. 15741

Ancora una pronuncia della Corte di Cassazione in tema di fondo patrimoniale che sancisce la possibilità di iscrizione ipotecaria da parte dell’Amministrazione Finanziaria sui beni assoggettati in fondo.

Nella decisione la Cassazione ricorda che, secondo l’orientamento prevalente, l’iscrizione ipotecaria di cui all’art. 77, d.P.R. n. 602 del 1973, è ammissibile sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale anche per le obbligazioni tributarie, ma solo se strumentali ai bisogni della famiglia o se il titolare del credito non ne conoscesse l’estraneità ai bisogni della famiglia.

Dunque, secondo la Cassazione, ai fini della potenziale opponibilità del fondo non rileva la natura dell’obbligazione contratta, ma rileva unicamente la relazione tra il fatto generatore di essa e i bisogni della famiglia.

In considerazione di ciò, anche un debito di natura tributaria sorto per l’esercizio dell’attività imprenditoriale può ritenersi contratto per soddisfare tale finalità, fermo restando che essa non può dirsi sussistente per il solo fatto che il debito derivi dall’attività professionale o d’impresa del coniuge.

La valutazione di “connessione” deve essere fatta in concreto accertando caso per caso se l’obbligazione sia sorta per il soddisfacimento dei bisogni familiari (nel cui ambito vanno incluse le esigenze volte al pieno mantenimento ed all’univoco sviluppo della famiglia) ovvero per il potenziamento della di lui capacità lavorativa, e non per esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi.

In tale contesto la Cassazione precisa come sia innegabile che ogni ricchezza individuale sia potenzialmente idonea ad arrecare un vantaggio anche indiretto alla famiglia ma, la nozione di obbligazione contratta per i bisogni della famiglia, deve necessariamente avere una portata più circoscritta (anche perché diversamente il fondo patrimoniale risulterebbe un istituto pressoché inopponibile all’Amministrazione Finanziaria).

Per tal motivo, secondo la Corte di Cassazione occorre che sussista  un’inerenza diretta ed immediata con i bisogni della famiglia della obbligazione contratta.

Secondo tale principio può dirsi che non sono estranei ai bisogni della famiglia i debiti tributari inerenti all’attività di lavoro dei coniugi (o altre attività produttive), se da tale attività la famiglia trae i mezzi di mantenimento.

Viene dunque confermata la “debolezza” del fondo patrimoniale per i fini di tutela del patrimonio dell’imprenditore e della propria famiglia.

Per tale ragione il fondo patrimoniale sembrerebbe essere sempre più un istituto di scarso impiego pratico al quale devono essere preferiti altri strumenti giuridici, quali il trust ovvero il contratto di affidamento fiduciario.

 

Per un approfondimento

https://www.cortedicassazione.it/corte-di-cassazione/it/homepage.page

Il pdf della sentenza è scaricabile al link che segue:

Cass. n.15741-2021

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COINTESTAZIONE DI CONTO CORRENTE: LA PRESUNZIONE DELLA CONTITOLARITÀ DELLE SOMME DEPOSITATE È SUPERABILE CON PRESUNZIONI SEMPLICI

A cura dell’Avv. Leonardo Arienti

In caso di conto corrente cointestato tra coniugi o familiari, vige una presunzione ex art. 1854 cod. civ. in base alla quale si ritiene cointestato al 50% il saldo attivo del conto. Tale presunzione è però superabile da uno dei cointestatari del conto attraverso delle presunzioni semplici – purché gravi, precise e concordanti – per mezzo delle quali dimostri che il versamento di somme sul conto corrente è di pertinenza di uno soltanto di essi. In questo caso si deve escludere che l’altro cointestatario possa avanzare diritti sul saldo medesimo.

***

La cointestazione di un conto corrente tra coniugi attribuisce agli stessi, ex art. 1854 c.c., la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi del conto, sia nei confronti dei terzi che nei rapporti interni.

L’art. 1854 cod. civ.  rubricato “Conto corrente intestato a più persone”, in particolare precisa che nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, e dunque con firma disgiunta tra di esse, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido ex art. 1292 cod. civ. dei saldi del conto.

Da ciò si desume la presunzione della contitolarità dell’oggetto del contratto.

Tale presunzione dà luogo ad una inversione dell’onere probatorio rispetto alla titolarità escusiva delle somme riferibile ad uno solo dei conitestatari.

Tale prova può essere data attraverso presunzioni semplici – purché gravi, precise e concordanti – dalla parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione (Cass. n. 18777/2015).

Dunque, nel caso in cui il saldo attivo su un conto cointestato risulti discendere dal versamento di somme di “pertinenza esclusiva” di solo uno di essi,  deve escludersi che l’altro cointestatario, nel rapporto interno tra di essi contitolari, possa avanzare diritti sul saldo medesimo (Cass. n. 3248/1989; n. 4066/2009).

A tal proposito la Corte di Cassazione (Cassazione Civile, Sez. II, 23 febbraio 2021, n. 4838) ha recentemente rilevato che nel conto corrente bancario intestato a due (o più) persone, i rapporti interni tra correntisti non sono regolati dall’art. 1854 cod. civ., riguardante i rapporti con la banca, bensì dall’art. 1298 comma 2, cod. civ. rubricato “Rapporti interni tra debitori o creditori solidali” in base al quale “le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente”.

In base a tale articolo il debito e credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente.

Dunque, la Corte di Cassazione (Cass. n. 4838/2021) ha, precisato che “ove il saldo attivo derivi dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, che l’altro possa, nel rapporto interno, avanzare pretese su tale saldo ma, ove anche non si ritenga superata la detta presunzione di parità delle parti, va altresì escluso che, nei rapporti interni, ciascun cointestatario, anche se avente facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, possa disporre in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito dell’altro, della somma depositata in misura eccedente la quota parte di sua spettanza, e ciò in relazione sia al saldo finale del conto, sia all’intero svolgimento del rapporto”.

Un recente sentenza del Tribunale di Roma del 17 maggio 2021 ha a tal proposito statuito che il corrispettivo dell’alienazione di un bene personale del coniuge (trattasi di un immobile qualificato come personale) resta nell’esclusiva titolarità di quest’ultimo, anche qualora il relativo importo venga versato su di un conto deposito cointestato e, a seguito di investimento in titoli ed esso sia riscosso dall’altro coniuge mediante trasferimento della liquidazione del controvalore dell’investimento sul proprio conto personale.

***

Estratto della Sentenza della Corte di Cassazione  Civile. Sez. II, Ord., (ud. 25/11/2020) 23-02-2021, n. 4838

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rosanna – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 27552-2016 proposto da:

C.A., C.U., elettivamente domiciliati in Roma, Viale Delle Milizie 3, scala A, interno 1, presso lo studio dell’avvocato Roberto Cefaloni, che li rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

BANCA POPOLARE DI SONDRIO SOC. COOP PER AZIONI, elettivamente domiciliato in Roma, Piazza Mazzini 27, presso lo studio dell’avvocato Francesco Mainetti, che lo rappresenta e difende;

R.F., elettivamente domiciliato in Roma, Via Graziano 26, presso lo studio dell’avvocato Cesare Ammendola, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato Lorenzo Reveglia;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 5779/2016 della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il 30/09/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 25/11/2020 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE TEDESCO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. MISTRI Corrado.

Svolgimento del processo

che:

– i fatti sono così riassunti nella sentenza impugnata: “considerato che con la sentenza di cui in rubrica il Tribunale di Roma ha accolto la domanda avanzata da C.U. e C.A. nei confronti di R.F. e della Banca Popolare di Sondrio, domanda avanzata nella qualità di eredi ab intestato del proprio fratello C.G., defunto coniuge della R. e volta ad ottenere l’attribuzione pro quota della metà delle somme giacenti sul conto corrente n. (OMISSIS), intrattenuto presso l’agenzia di Roma n. (OMISSIS) della Banca Popolare di Sondrio dai coniugi C. a R. all’epoca del decesso del proprio congiunto (avvenuto il (OMISSIS));

-a sostegno della domanda gli attori riferivano di aver appreso come il conto, al momento del decesso, presentasse un saldo attivo di Euro 271.307,24, la metà dei quali, il giorno stesso della morte, erano stati trasferiti dalla R. su altro conto corrente a lei intestato presso la medesima banca;

-all’esito del giudizio – nel quale la R. aveva chiesto respingersi la domanda attorea sul presupposto che l’intera somma depositata nel conto corrente fosse per lo più di sua esclusiva pertinenza, poichè per la quasi totalità proveniente dalle successioni della propria madre e della propria sorella, e la Banca l’inammissibilità della domanda svolta nei propri confronti, essendo del tutto estranea alla vicenda ereditaria – il Tribunale, in accoglimento della domanda avanzata dagli attori, ha dichiarato caduto nella successione di C.G., il 50% delle somme esistenti sul conto corrente al momento del decesso e, per l’effetto, ha attribuito a ciascuno degli attori la somma pari a 1/3 del saldo attivo del conto (al netto delle somme di proprietà della R., pari alla metà), condannando inoltre la R. a rimborsare le spese di lite sia agli attori, sia alla banca;

-a fondamento della decisione il tribunale ha ritenuto, da un lato, che le produzioni documentali effettuate dalla R. non consentissero di dimostrare la provenienza personale delle somme versate nel conto corrente (in assenza, tra l’altro, delle dichiarazioni di successione della madre e della sorella), dall’altro che, in ogni caso, la convenuta avesse deciso di riversarle nel conto cointestato con il marito, mediante un comportamento concludente espressivo della volontà di attribuire le somme alla comunione legale, elemento quest’ultimo di valenza assorbente e dirimente della lite”.

Contro la sentenza R.F. proponeva appello davanti alla Corte d’appello di Roma, che accoglieva il gravame, condannando gli attori al pagamento delle spese del doppio grado del giudizio sia nei confronti della R., sia nei confronti della Banca.

La corte di merito riconosceva che la R. aveva fornito elementi idonei a superare la presunzione di pari appartenenza del saldo, posta dall’art. 1854 c.c., avendo provato che il conto corrente fu alimentato per la quasi totalità con proprie risorse, essendo modesti gli importi versati dal coniuge, titolare della sola pensione Inps. A questo fine poneva l’accento su una pluralità di rimesse di consistente importo per le quali si poteva ragionevolmente riconoscere la provenienza personale della provvista, in quanto derivanti dalla successione della madre e della sorella della R..

Nello stesso tempo la corte di merito negava che la cointestazione fu voluta con l’intento di realizzare una liberalità; negava inoltre, in relazione a una compravendita con la quale il defunto aveva trasferito al coniuge la quota del 50% di una proprietà immobiliare, che la medesima costituisse una donazione volta, appunto, al riequilibrio dei rapporti a seguito delle rimesse precedentemente operate dalla R. con il denaro acquistato per l’eredità dei congiunti. Non erano stati forniti elementi idonei a dimostrare che il prezzo non fosse stato corrisposto dall’acquirente R., nè i fratelli C. avevano proposto azione volta a dimostrare la simulazione del negozio.

Per la cassazione della sentenza C.U. e C.A. hanno proposto ricorso, affidato a tre motivi.

R.F. e la Banca Popolare di Sondrio hanno resistito con controricorso.

I ricorrenti e la Banca Popolare di Sondrio hanno depositato memoria.

Motivi della decisione

che:

Il primo motivo denuncia omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

Le rimesse considerate dalla corte d’appello non erano state le uniche affluite sul conto corrente cointestato, essendocene state altre e plurime, provenienti dal C., il che impediva di riconoscere la titolarità esclusiva del conto. A questo effetto si richiede la prova che la totalità delle somme affluite nel tempo siano di spettanza di uno solo dei titolari. Il secondo motivo, suddiviso in due diversi profili, denuncia omesso esame di un fatto decisivo e violazione dell’art. 1414 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5.

La sentenza è oggetto di censura nella parte in cui la corte d’appello ha negato la connessione fra le rimesse operate dalla R. e la compravendita della quota dell’immobile intercorsa fra i coniugi con atto del 23 settembre 2005. Si sostiene che le precedenti rimesse operate dalla R. sul conto comune costituivano, in parte, il pagamento del prezzo della stessa vendita, che nell’atto il venditore dichiarava di avere già in precedenza ricevuto. La corte d’appello non ha compreso che tale deduzione non costituiva implicita denuncia della simulazione del negozio, ma aveva la finalità di sostenere che le vicende del conto corrente avrebbero dovuto essere considerate in questa più ampia prospettiva di rapporti.

Il terzo motivo denuncia violazione degli artt. 2729, 1101, 1298 e 1854 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

La pacifica esistenza di rimesse effettuate dal C. sul conto, se da un lato impediva di riconoscere la esclusiva titolarità del conto in capo alla R., dall’altro, imponeva di considerare, sotto una luce diversa, anche le rimesse valorizzate dalla corte d’appello, effettuate sul conto cointestato proprio con l’intento di rendere comune le relative somme. Sarebbe stato più ragionevole, se diversa fosse stata l’intenzione della R., versare le somme su un conto personale.

La corte d’appello aveva così ritenuto superata la presunzione di pari appartenenza del saldo sulla base di elementi privi dei requisiti richiesti dall’art. 2729 c.c. Si impone in via prioritaria l’esame del primo e del terzo motivo, nella parte in cui quest’ultimo denuncia la violazione dell’art. 1854 c.c. I motivi, da esaminare congiuntamente, sono fondati.

La cointestazione di un conto corrente tra coniugi attribuisce agli stessi, ex art. 1854 c.c., la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi del conto, sia nei confronti dei terzi che nei rapporti interni, e fa presumere la contitolarità dell’oggetto del contratto; tale presunzione dà luogo ad una inversione dell’onere probatorio che può essere superata attraverso presunzioni semplici – purchè gravi, precise e concordanti – dalla parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa (Cass. n. 18777/2015). Pertanto, ove il saldo attivo del conto cointestato a due coniugi risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno soltanto di essi, si deve escludere che l’altro coniuge, nel rapporto interno, possa avanzare diritti sul saldo medesimo (Cass. n. 3248/1989; n. 4066/2009).

Nel conto corrente bancario intestato a due (o più) persone, i rapporti interni tra correntisti non sono regolati dall’art. 1854 c.c., riguardante i rapporti con la banca, bensì dall’art. 1298 c.c., comma 2, in base al quale debito e credito solidale si dividono in quote uguali, solo se non risulti diversamente; sicchè, non solo si deve escludere, ove il saldo attivo derivi dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, che l’altro possa, nel rapporto interno, avanzare pretese su tale saldo ma, ove anche non si ritenga superata la detta presunzione di parità delle parti, va altresì escluso che, nei rapporti interni, ciascun cointestatario, anche se avente facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, possa disporre in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito dell’altro, della somma depositata in misura eccedente la quota parte di sua spettanza, e ciò in relazione sia al saldo finale del conto, sia all’intero svolgimento del rapporto (Cass. n. 77/2018).

La corte d’appello, nel caso di specie, ha riconosciuto la titolarità esclusiva del saldo esistente al momento della morte in capo alla R., sulla base della considerazione di alcune cospicue rimesse operate dalla stessa, pur dando atto che sul conto era accreditata la pensione del coniuge: il che, in linea di principio, imponeva per ciò solo una ricostruzione più articolata dei fatti, che avesse riguardo allo svolgimento dell’intero rapporto, mentre tale accertamento non risulta compiuto dalla corte d’appello, che ha considerato solo le singole rimesse provenienti dalla R..

Nel controricorso si deduce che il saldo finale, riconosciuto per intero di pertinenza della sola R., era stato valutato dalla corte d’appello al netto di operazioni di deposito e prelievo delle somme di provenienza diversa. In questo modo i controricorrenti sembrano dare per implicito che la movimentazione del conto in corso di rapporto, in entrata e in uscita, fosse imputabile al solo C., in guisa da potersi ritenere la titolarità esclusiva del saldo residuo in capo all’altro correntista. Ciò tuttavia non emerge dalla sentenza impugnata, che è fondata sulla modesta entità delle somme apportate dal C. e non anche sul fatto che il modesto apporto era stato neutralizzato da prelievi di pari importo imputabili solo al medesimo.

E’ fondato anche il secondo motivo.

La corte di merito ha negato ogni possibile connessione fra le vicende del conto cointestato e la vendita intercorsa fra i coniugi, in relazione alla quale ha affermato non esserci prova che il prezzo non fosse stato pagato e “soprattutto in assenza di un’azione volta a dimostrare la simulazione del negozio”. La corte d’appello non ha tenuto conto che la deduzione di parte, trascritta a pag. 10 del ricorso, non era finalizzata a sostenere che la compravendita mascherasse un trasferimento di diritto senza corrispettivo.

I ricorrenti avevano infatti sottolineato che le parti contrattuali avevano rispettivamente dichiarato di avere versato e ricevuto prima dell’atto il prezzo della vendita (come consentito dalle norme all’epoca in vigore). Essi, proprio partendo dal fatto che nella compravendita il prezzo era stato dato per pagato prima dell’atto, avevano sollecitato una diversa considerazione della vicenda, in primo luogo nel senso che una parte delle rimesse provenienti dalla R. fosse da imputare al prezzo, che il venditore aveva dichiarato di avere già riscosso. Diversamente, la corte d’appello, supponendo erroneamente che la deduzione avrebbe richiesto che fosse stata fatta valere la simulazione del negozio, attraverso la proposizione della relativa azione, ha ignorato la deduzione, così incorrendo nello stesso tempo nel vizio di omesso esame del fatto e di violazione delle norme sulla simulazione. Sono assorbite le restanti censure di cui al terzo motivo.

La sentenza deve essere cassata in relazione al primo, al secondo e, nei limiti di cui sopra, anche al terzo motivo, con rinvio della causa per nuovo esame ad altra sezione della Corte d’appello di Roma, che liquiderà le spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie, nei sensi di cui in motivazione, il ricorso; cassa la sentenza impugnata; rinvia la causa ad altra sezione della Corte d’appello di Roma anche per le spese.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Seconda civile della Corte suprema di cassazione, il 25 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 23 febbraio 2021

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ASSICURAZIONI SULLA VITA, ATTENZIONE ALLE CLAUSOLE DI DESIGNAZIONE DEI BENEFICIARI

Commento alla sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n. 11421 del 30 aprile 2021

A cura dell’Avv. Leonardo Arienti, leonardo.arienti@sifir.eu

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Con la sentenza n. 11421/2021 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione affermano diversi principi in tema di designazione dei beneficiari nel caso di assicurazione sulla vita a favore di terzo, ovvero assicurazione sugli infortuni che assicuri anche l’evento morte con indennizzo di un soggetto terzo differente dal contraente.

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CORSO – IL TRUST NEL DIRITTO DI FAMIGLIA: STRUMENTO DI TUTELA E PIANIFICAZIONE PATRIMONIALE

Corso di Formazione organizzato da Fondazione AIGA “T. Bucciarelli” dipartimenti “Trust e Pianificazione Patrimoniale” Avv. Leonardo Arienti e “Diritto di Famiglia – Minori” Avv. Romina Lanza

IL TRUST NEL DIRITTO DI FAMIGLIA:

STRUMENTO DI TUTELA E PIANIFICAZIONE PATRIMONIALE

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Webinar di Presentazione del Corso

Venerdì 23 aprile 2021 ore 14.30 –  16.30

–  webinar a partecipazione libera previa registrazione *  –  attribuisce 2 C.F. Avvocati di cui 1 di deontologia  –

Piattaforma ZOOM

 

* Iscrizione al Webinar di Presentazione: partecipazione gratuita mediante il seguente link –  https://bit.ly/3u6wECu

 

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Programma del Corso

–  webianr a partecipazione riservata previa iscrizione*  –   attribuisce 15 C.F. Avvocati  –

Modulo I

Venerdì 7 maggio 2021 ore 14.30 –  17.30

Trust in ambito familiare

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Il trust di famiglia, aspetti pratici

Avv. Leonardo Arienti – Avvocato in Bologna

L’atto istitutivo del trust: esame delle principali caratteristiche e contenuti

Dott. Daniele Muritano  – Notaio in Empoli

Profili tributari del trust

Prof. Avv. Thomas Tassani – Università di Bologna

Giurisprudenza rilevante in materia di trust di famiglia

Dott. Giovanni Fanticini – Massimario della Corte di Cassazione

 

 

 

Modulo IV

Venerdì 28 maggio 2021 ore 14.30 –  17.30

Trust e successione familiare

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Introduzione al trust nella successione familiare

Prof.sa Avv. Amalia Chiara Di Landro – Università Mediterranea

Trust tra pianificazione successoria e divieto di patti successori

Prof. Avv. Maurizio Lupoi  – Emerito Università di Genova

Il trust testamentario

Prof. Avv. Maurizio Lupoi – Emerito Università di Genova

La successione familiare: coniugi, uniti civilmente e conviventi

Dott.sa Chiara Maria Florio – Notaio in Bologna

Modulo II

Venerdì 14 maggio 2021 ore 14.30 – 17.30

Regimi patrimoniali tra coniugi e trust:

prima e dopo

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Regimi patrimoniali: coniugi, uniti civilmente e conviventi

Avv. Michela Foti – Avvocato in Bologna, Mediatrice familiare A.I.M.S.

Patti prematrimoniali e Trust: analisi di un caso concreto

Dott.sa Giusi Pulvirenti – Notaio in Parma

Atti negoziali e istituzione di trust in fase di separazione e divorzio

Dott.sa Alessandra Arceri – Tribunale di Bologna

Il Trust nello scioglimento delle unioni civili e delle convivenze

Avv. Mariagrazia Monegat – Avvocato in Milano

 

 

Modulo V

Venerdì 4 giugno 2021 ore 14.30 –  17.30

Gli altri strumenti di pianificazione

del patrimonio della famiglia

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Matrimonio, unioni civili e convivenza: altri strumenti di pianificazione patrimoniale

Dott.sa Francesca Bianchi – Notaio in Ferrara

Il fondo patrimoniale ed il trust

Avv. Giulio Bertaggia – Avvocato in Roma

La giurisprudenza rilevante tra fondo patrimoniale e trust

Avv. Alessandro Martinuzzi – Avvocato in Bologna

Modulo III

Venerdì 21 maggio 2021 ore 14.30 –  17.30

Trust a tutela del patrimonio della famiglia e revocabilità:

durante

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Tutela del patrimonio familiare: coniugi, uniti civilmente e conviventi

Avv. Francesco Frattini – Avvocato e Notaio in Milano

Patrimonio familiare e revocabilità del trust di famiglia

Prof. Avv. Claudio Cecchella – Università di Pisa

Trust per la tutela dei soggetti deboli e legge “dopo di noi”

Avv. Massimo Rolla – Avvocato in Perugia

Trust nel passaggio generazionale dell’impresa di famiglia

Avv. Leonardo Arienti – Avvocato in Bologna

 

 

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* Iscrizione  al  Corso:   partecipazione    previa    iscrizione    mediante         il seguente link – https://bit.ly/3wnmdwg

Quota di Iscrizione al Corso: la quota di iscrizione riservata agli associati “AIGA”, “Il Trust in Italia” o “Ondif” è di € 150 e di € 200 per i non associati (prezzi IVA inclusa).

 

Per maggiori informazioni:  www.fondazioneaiga.it    consiglierecentro@fondazioneaiga.it

Il Corso si svolgerà con il raggiungimento del numero

 

Locandina – Il trust nel diritto di famiglia

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Transfer Pricing: novità recenti sui prezzi di trasferimento

Recenti novità in tema di transfer price

Lorenzo Arienti, Dottore Commercialista – Revisore Legale

La disciplina di cui  all’articolo 1, comma 6, e all’articolo 2, comma 4-ter, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, concernente la documentazione idonea a consentire il riscontro della conformità al principio di libera concorrenza delle condizioni e dei prezzi di trasferimento praticati dalle imprese multinazionali, e di cui al Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 14 maggio 2018, recante le “Linee guida per l’applicazione delle disposizioni previste dall’articolo 110 comma 7 del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di prezzi di trasferimento, ha subito una sostanziale modifica interpretativa con il Provvedimento del direttore dell’agenzia delle entrate del 23 novembre 2020.

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La Pianificazione Patrimoniale e Successoria

La Fondazione Forense Bolognese ha organizzato una serie di incontri dal a tema “La Pianificazione Patrimoniale e Successoria” che si terrnno nei giorni 5, 12, 19, 25 febbraio-,12, 19 marzo2021 ore 14,30/17,30

 

 

Per iscriversi all’incontro di introduzione cliccare qui, mentre per iscriversi agli incontri cliccare qui .

 

Di seguito il Calendario completo

 

INCONTRO DI PRESENTAZIONE E INTRODUZIONE DEL CORSO 5 febbraio 2021 ore 14,30/17,30

La pianificazione patrimoniale e successoria ed il ruolo dell’avvocato
La pianificazione patrimoniale in generale ed introduzione ai diversi strumenti di pianificazione patrimoniale
Strumenti di pianificazione patrimoniale: La società di persone -La società di capitali –Le Fondazioni

Introduce e modera:
Prof. Avv. Luigi Balestra, Ordinario di Diritto civile nell’Universitàdi Bologna
Relatori:
Avv. Leonardo Arienti, Avvocato in Bologna
Prof. Avv. Francesco Vella, Ordinario di Diritto Commerciale nell’Università di Bologna

 

 

1° INCONTRO 12 febbraio 2021 ore 14,30/17,30
Strumenti di Pianificazione Patrimoniale

Gli atti di destinazione
Il fondo patrimoniale
Il patto di famiglia
Le polizze vita
Modera:
Avv. Stefano Dalla Verità, Direttore della Fondazione Forense Bolognese
Relatori:
Dott.ssa Maria Luisa Cenni, Notaio in Bologna
Prof. Avv. Marco Martino, Associato di Diritto Privato nell’Università di Bologna
 

 

2°INCONTRO –19 febbraio 2021 ore 14,30/17,30
Strumenti di Pianificazione Patrimoniale

Il trust
L’amministrazione fiduciaria
Il contratto di affidamento fiduciario
Modera:
Avv. Cristiana Senin, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Bologna
Relatori:
Avv. Leonardo Arienti, Avvocato in Bologna
Avv. Annapaola Tonelli, Avvocato in Bologna
 

 

3°INCONTRO–25 febbraio 2021 ore 14,30/17,30
Pianificazione Successoria

La successione in generale
I diversi strumenti di pianificazione successoria
Donazione
Testamento
Il trust testamentario
Modera:
Prof. Avv. Michele Sesta, Professore Alma Mater Università di Bologna
Relatori:
Prof. Avv. Antonio Albanese, Associato di Diritto Privato nell’Università di Bologna
Dott.ssa Maria Luisa Cenni, Notaio in Bologna
 

 

4°INCONTRO–12 marzo 2021 ore 14,30/17,30
Le Situazioni Complesse

La pianificazione patrimoniale e successoria nelle “situazioni complesse”
Famiglia (accordi prematrimoniali, omologazione della separazione)
Persone “deboli” o con disabilità (legge “dopo di noi”)
Impresa (Limitazione responsabilità e passaggio generazionale)
Modera:
Avv. Antonio Fraticelli, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Bologna
Relatori:
Avv. Leonardo Arienti, Avvocato in Bologna
Avv. Valeria Mazzotta, Avvocato in Bologna
Avv. Carla Nassetti, Avvocato in Bologna
Avv. Annapaola Tonelli, Avvocato in Bologna
 

 

5° INCONTRO 19 marzo 2021 ore 14,30/17,30
Pianificazione Patrimoniale e Successoria

Gli aspetti tributari
La giurisprudenza rilevante
Modera:
Avv. Leonardo Arienti, Avvocato in Bologna
Relatori:
Prof. Avv. Thomas Tassani, Ordinario di Diritto Tributario nell’Università di Bologna
Dott.ssa Alessandra Arceri, Presidente f.f. della Terza Sezione Civile del Tribunale di Bologna

 

FORMAZIONE CONTINUA
Crediti attribuiti per l’intero ciclo di incontri n. 15 / Per ogni incontro n. 3

 

 

Coordinatore : Avv. Leonardo Arienti

 

L’evento si terrà su piattaforma webinar GOTOWEBINAR

Per scaricare la locandina:

LOCANDINA – Ciclo di Incontri su Pianificazione Patrimoniale e Successoria – Fondazione Forense – 2021

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“Controlli sulle attività estere attraverso lo strumento del Common Reporting Standard”, realizzato a cura di Daniela Fisichella

Con il provvedimento n. 348195/2020, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito le modalità attuative per l’invio ai contribuenti delle lettere di compliance relative alle attività di fonte estera su cui si ravvisano irregolarità, sul fronte reddituale e/o su quello del monitoraggio fiscale, con riferimento all’anno d’imposta 2017. I dati che attivano i controlli sono quelli pervenuti dalle Amministrazioni degli Stati presso i cui intermediari sono depositate le attività finanziarie, attraverso lo strumento tecnico del Common Reporting Standard.

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Transfer Pricing: la documentazione necessaria

A cura di Lorenzo Arienti

Documentazione ai fini del transfer pricing 

L’art. 26 del D.L. n. 78/2010 ha introdotto in Italia la possibilità per le società e stabili organizzazioni residenti in Italia appartenenti a gruppi multinazionali, di presentare una documentazione attestante le politiche di transfer pricing adottate nell’ambito delle transazioni infragruppo e beneficiare così della penalty protection in caso di accertamenti sul valore dei prezzi di trasferimento, ma solo se la documentazione presentata viene ritenuta idonea. 

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Transfer Pricing: normativa di riferimento

A cura di Lorenzo Arienti

La corretta valorizzazione delle operazioni infragruppo ha suscitato nel corso degli anni livelli di attenzione sempre crescenti, sia per effetto dell’integrazione dei mercati a livello mondiale, sia per la diffusione di pratiche di collaborazione industriale (ad es. joint ventures).

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